Nuovi terreni di espansione

In altri articoli di questo blog è già stato espresso quanto i distributori automatici abbiano avuto successo nel proporsi come soluzioni funzionali alle necessità di particolari società, caratterizzate dal forte desiderio di disponibilità immediata di prodotti.

America, Giappone ed altri Stati dell’estremo oriente si sono rivelati bacini di grande diffusione di queste macchine e della cultura del vending in generale. Tuttavia alcuni territori, che sulla carta sembrano essere luoghi perfetti per l’ampliamento di questa forma di business per ora ne sono toccati solo in minima parte.

Fra tutti gli Stati l’India rappresenta probabilmente una delle maggiori opportunità inesplorate nel campo del vending. Lo Stato ha circa un miliardo e mezzo di abitanti, un’utenza numerosa che potrebbe portare profitti notevoli. I ritmi frenetici della vita nelle città indiane sia adatterebbero perfettamente alle soluzioni create dai distributori automatici.

Perché allora le macchinette non hanno già “colonizzato” l’India come è successo ad altri Stati in simili situazioni?

Innanzitutto la grande quantità di negozi di piccole dimensioni, estremamente diffusi su tutto il territorio, rappresentano un’antagonista naturale ai distributori automatici. In secondo luogo, la grande differenziazione di banconote e monete sul territorio indiano è di ostacolo all’installazione di macchine, che dovrebbero essere sviluppate per accettare una troppo ampia gamma di valuta. La condizione stessa in cui molta della moneta indiana circola (banconote strappate o rovinate sono all’ordine del giorno) porrebbe problemi al riconoscimento attuato dai distributori. L’impossibilità di effettuare con facilità controlli sullo stato o il rifornimento delle macchine, date le condizioni spesso precarie delle strade indiane è un ulteriore elemento di complicazione.  Per concludere bisogna poi considerare che  il costo del lavoro in India è estremamente basso, mentre prodotti tecnologici, per le limitate condizioni di sviluppo tendono ad essere di più difficile produzione.

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Tuttavia, l’India stessa sta evolvendo a velocità notevole, le sue prospettive di sviluppo sono molto positive. Territorio e strutture locali sono oggetto di investimenti ambiziosi, da parte di una nazione ricca e con grande energia. Allo stesso tempo i distributori automatici diventano sempre più avanzati, sempre più flessibili, le modalità cash-less, la possibilità di monitoraggio a distanza e la capacità di generare figure di vendita in automatico sono tutti fattori che rendono possibile e interessante investire anche sul mercato indiano.

Del resto esistono già avvisaglie della futura diffusione del fenomeno “vending machines”. In particolare nella fascia d’età fra i 15 e i 35 anni, composta dai cosiddetti “Neo Indian consumers”, giovani ricettivi alle novità della globalizzazione, i distributori automatici stanno diventando sempre più popolari.

Che le macchinette possano essere uno degli elementi che favorirà il progresso dei Paesi in via di sviluppo?

Bibliografia

“Indian Currency Problems of the Last Decade. the Quarterly Journal of Economics, August, 1901”. (2018)

Pradyut Hande, Business and Economy (2011) “A Vend In The Road: An Insight Into The Vending Machine Market And The Neo-Indian Consumer”

 

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